Intervista a Marinella Gimmelli, ideatrice di Emmegilli Fashion
di Anita Curci
La mostra “Miniera Tessuta” al Museo Mineralogico Campano di Vico Equense s’inaugura la mattina di domenica 9 maggio. Verrà anticipata da una conferenza stampa a Napoli martedì 4 maggio, ore 18,00 presso la Fondazione Mondragone, ente per la valorizzazione della tradizione artigianale meridionale nel settore del Tessile ed Abbigliamento, posto a punto di riferimento per gli imprenditori e gli studiosi del settore.
Incontriamo l’architetto Marinella Gimmelli, ideatrice della mostra nel quadro di un suo progetto moda diretto a… ringiovanire e rinnovare capi d’abbigliamento desueti o comunque fuori moda, mediante interventi di alta creatività.
Dottoressa Gimmelli, lei ha consacrato la sua attività ad una particolare forma di moda, più vicina all’arte che alla griffe, vuole parlarci della sua intrapresa?
Emmegilli fashion è un progetto che nasce dalla convincimento che esiste una correlazione tra le arti; ed io tra queste includo ovviamente la moda. Il principio di trasversalità delle arti mi ha sempre affascinata. È quanto mai interessante constatare quanto bene forme artistiche differenti riescano a colloquiare tra loro. L’accostare l’arte alla moda vuol essere un tentativo di allontanarsi dalla massificazione, cercando di puntare sul capo unico, purché s’adatti alle esigenze e al gusto di chi lo indossi.
In Italia, patria di grandi avanguardie, questa scia di sperimentazione dovrebbe continuare, me lo auguro. Dal canto suo, la Emmegilli Fashion si propone di essere innovativa allacciandosi al passato e puntando sul confezionare italiano, sulla nostra manualità artigiana, ancora ricca di competenza e creatività.
Quali sono gli obbiettivi concreti?
Come le dicevo, uno degli scopi che Emmegilli fashion si propone è quello del differenziarsi anche mediante l’utilizzo rielaborato del vintage e del riciclo.
Il vintage, oggi tanto di moda, ha nella nostra terra una tradizione antica. Le mie coetanee ricorderanno le sveglie alle sei del mattino per andare a Resina per l’apertura delle “balle”. Era là che nasceva il vero vintage. Il riciclo poi mi affascina e così, un abbraccio di tenda si trasforma in cinta o le piume di uno spolverino per la polvere diventano parte integrante di un abito.
Stesso discorso vale per i miei quadri.
Però, è interessante notare che anche un abito un po' demodé può ringiovanirsi e con piccole trasformazioni può essere riciclato e perfino ritornare attuale. Le signore che stanche di vedere un solito abito nell'armadio possono, su commissione, conferire nuovo look ad un amato capo d’abbigliamento del quale non voluto disfarsi, senza tuttavia poter più indossarlo.
Anche questo non è nuovo, lo facevano già le nostre donne nel dopoguerra, quando con ago e filo trasformavano i loro vestiti.
E' un'esperienza interessante se consideriamo il bombardamento dell’offerta commerciale e la semestrale della mutevolezza della moda.
Il discorso è rivolto anche a sartorie e negozi: giacenze di magazzino, una volta rivisitate, possono trovare nuovo mercato.
Da donna molto creativa e intraprendente, ci racconta l’avventura dell’arcitetto nel mondo della moda?
L’amore per l’arte l’ho ereditato da mio padre Lorenzo, valente artista, ottimo pittore paesaggista e di nature morte.
Questo amore mi ha accompagnato negli studi al Liceo Artistico ed ha contribuito ad ampliare i miei orizzonti con il conseguimento della laurea e nell’insegnamento della Storia dell’Arte.
La progettazione e la creatività sono quindi le linee guida del mio percorso formativo, ed è su queste basi che è nato il mio interesse per l'art-fashion.
Forse si tratta di mescolare le carte, ma è un esperimento interessante, anche perché l’epoca in cui viviamo è caratterizzata dalla temporaneità. Anche l’Arte, diventa “temporanea”, viene modificata e consumata da chi ne fruisce. Ecco che da “feticcio” diventa “viva”, e nel caso del mio progetto prende forma in un abito o in un accessorio e si fa moda”. Ho fatto varie mostre soprattutto fuori Napoli, ma spero che presto anche nella mia città questo discorso venga conosciuto e apprezzato. Ne sarei veramente felice.
Quali sono i capi che ama maggiormente realizzare?
Gli accessori li adoro, ma qualsiasi capo può diventare una tavolozza su cui dare sfogo all’estro innovativo.
Quali materiali predilige?
Quasi tutto può essere utilizzat,o purché lo si faccia in giusta misura.
Veniamo alla mostra di moda imperniata sulla sua collezione.
Questa mostra dal titolo insolito Miniera Tessuta sarà ospitata nelle sale del Museo Mineralogico Campano, una sede inusuale per un'esposizione di abiti e accessori, ma idonea in quanto i modelli sono ornati e impreziositi da elementi tratti dal mondo dei minerali.
Anche stavolta l'arte ha prevalso. Ad ispirare la collezione Emmegilli Fashion è stata un' impareggiabile artista: la natura.
Anita Curci
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